La fonderia

Come nascono le opere di Gianfranco Meggiato

Partendo dal suo bozzetto l’artista realizza il modello in cera.

Modello in cera dell’opera Sfera tensione diametro 30 cm realizzata nel 2001

La cera

E’ un composto di cera d’api, pece, paraffina ed olio che riscaldato in appositi contenitori, si trasforma in un liquido viscoso.

Versato all’interno del calco in silicone, si solidifica sulle pareti interne determinando, una volta svuotata la cera in eccesso, lo spessore finale del bronzo.

La forma viene quindi riempita di materiale refrattario. Tolto il calco esterno, si scopre la superfice in cera dell’opera.

Il ritocco della cera

Le cere vengono ritoccate dagli stessi artisti con utensili riscaldati. Viene quindi realizzato attorno all’opera un reticolo di canne di bambu’, la «preparazione».

Questo reticolo, una volta inglobato in una forma di materiale refrattario, determinerà il percorso del bronzo fuso verso la superficie ora occupata dalla cera.

Modello in cera dell’opera Cubo tensione di lato 30 cm realizzata nel 2000

La forma

Le forme ottenute vengono «cotte» per una settimana alla temperatura di 600° C raggiungendo la consistenza della terracotta. All’interno di esse, lo strato di cera evapora ed il reticolo di canne brucia, lasciando una intercapedine che verrà presto occupata dal bronzo fuso. Per contrastare la forte pressione del metallo, le forme devono essere interrate.

Il crogiuolo

Il bronzo in lingotti viene inserito in un crogiuolo, dove fonde alla temperatura di 1150° C.

Si avvicina il momento più importante. La concentrazione dell’artista e dei suoi collaboratori, ed il loro affiatamento, devono essere al massimo livello.

La fusione

Le forme, interrate, sono pronte a ricevere il metallo fuso. Il bronzo viene riversato in un crogiuolo più piccolo – preriscaldato ad alta temperatura – manovrato a mano con l’aiuto del carroponte.

I gesti si fanno più misurati. L’operazione ricorda una danza antica, un rituale che si perpetua da tempo immemorabile. Il metallo, versato con precisi movimenti dai due operatori, penetra all’interno della forma, riempiendo ogni spazio lasciato libero dalla cera evaporata. Da qui, il nome di «fusione a cera persa».

Una dopo l’altra, le forme vengono riempite di metallo incandescente. Terminata l’operazione, i bronzi estratti dalla buca liberati dal guscio in terracotta sono pronti per la cesellatura.

Modello in cera dell’opera Sfera tensione di diametro 30 cm realizzata nel 2000 appena dissotterrato.

L’opera liberata dal guscio di terracotta.

Ora inizia il lavoro di cesellatura

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